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CALTAGIRONE

Città della Ceramica

Siamo nella Sicilia centrale, a Caltagirone, a pochi km da due riserve naturali importanti: la riserva di Santo Pietro e la Sughereta di Niscemi, nota anche per le sue innumerevoli farfalle, da dove proviene una parte dei tappi in sughero utilizzati nell’azienda.

Caltagirone è ricca di chiese, campanili, pregevoli palazzi e ville settecentesche. Per l’eccezionale valore del suo patrimonio monumentale, nel 2002 il centro storico è stato insignito del titolo di Patrimonio dell’Umanità da parte dell’UNESCO, insieme con la Val di Noto.

Caltagirone è famosa per la produzione della ceramica, attività sviluppatasi nei secoli a partire dalla colonizzazione greca. Dopo un passato glorioso che l’ha vista, per oltre due millenni, roccaforte privilegiata per bizantini, arabi, genovesi e normanni, che controllavano le due piane, quella di Catania e di Gela, la città oggi vive un periodo di rinnovato sviluppo, grazie principalmente a due grandi risorse: il turismo e la produzione della ceramica. Di particolare pregio, il rivestimento in mattonelle maiolicate delle alzate dei 142 gradini della monumentale Scala di S. Maria del Monte, realizzato su disegni ideati e progettati negli anni 1954-1955.

Judeka sorge in un luogo magico: lungo l’antica Strada del Vino, nella contrada San Mauro, sede di una città greco-sicula fondata nel IV secolo a.C. da coloni provenienti da Gela.
I greci giunsero probabilmente attraverso i fiumi, allora navigabili, che costeggiano i vigneti. Da lì la tradizione legata all’uva e all’uliveto: come è noto, furono i greci a esportare nei paesi del Mediterraneo la vite e le tecniche della sua coltivazione.
Vicino a Judeka, c’è un sito archeologico detto “A truvatura”, cioè “Il tesoro nascosto”, per la ricchezza dei ritrovamenti.